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Cloud Backup: Operazione Salvataggio per uno Studio di Commercialisti

08 agosto 2018 / da Cristina Oliveri

Cloud Backup: Operazione Salvataggio per uno Studio di Commercialisti 

Immagina uno studio professionale di una decina di persone, tra soci e dipendenti e una mole di clienti gestiti di centinaia di persone, tra cui decine di aziende di varie dimensioni. Immagina le dimensioni e la delicatezza di un tale archivio digitale di dati.

Immagina adesso un Cryptolocker. Vediamo come è andata a finire questa storia.

Come succede nella maggioranza degli studi professionali, anche in questo caso non era presente un IT manager in azienda. Mancava quindi la competenza specifica a prevedere situazioni di rischio che troppo spesso vengono sottovalutate perché considerate rare.

Nulla di più sbagliato. Gli attacchi informatici si sono moltiplicati e le reti aziendali non sono protette perché ogni postazione, ogni device, oggi, è connesso con il resto del mondo.

 

Nessuno aveva quindi un’idea precisa dei rischi informatici connessi all’attività professionale. Fino a quando la rete aziendale non è stata colpita da un cryptoloker. Si tratta di un malware che cripta completamente i dati, rendendoli inutilizzabili dall’azienda a cui appartengono e prevede spesso un “riscatto”.

Anche in cambio di pagamento non è affatto detto però che i dati vengano decriptati, generando oltre al danno, la beffa.

 

Cosa imparare da questo caso?

Ci sono due considerazioni essenziali da fare:

  1. La prevenzione delle intrusioni è un argomento tutt’altro che banale, anzi, urgente e necessario.
  2. La copia dei dati deve essere sempre a disposizione per evitare che il dato venga perso per sempre.

 

Lo studio di commercialisti, dopo aver subito l’attacco, ha pagato un consulente per recuperare almeno parzialmente i dati, ha dovuto lavorare per ricostruire il database con le informazioni dei clienti diretti e dei clienti di clienti.

Il secondo step è stato proteggere i dati con difese di primo livello, come antivirus, antispam e firewall.

Il terzo step è stato il backup: da quel momento in avanti un responsabile copiava il disco fisso ogni sera su un set di dischi.

 

Analizziamo le perdite generate dal danno:

  • Ore (retribuite) di lavoro del consulente per rimediare al danno dell’attacco informatico.
  • Ore di lavoro per giustificare il problema con i clienti e recuperarne la documentazione essenziale.
  • Costo del ripristino dei device per riprendere l’attività lavorativa

 

Ogni azienda può facilmente immaginare il totale: migliaia di euro tra pagamenti e mancati introiti causati dal blocco dell’attività fino al completo ripristino in sicurezza.

 

La storia non è finita qui. Ben presto il backup manuale ha mostrato i suoi limiti:

  • Debolezza del supporto (che richiede un luogo fisico di conservazione diverso dall’azienda)
  • Necessità della presenza di una persona fisica per l’operazione
  • Necessità di tempo per la copia del disco fisso

 

A questo punto lo studio ha valutato un sistema di backup in cloud, per ottimizzare anche queste operazioni.

 

Con il backup in cloud l’azienda ha ottenuto:

  • Tempo zero per il backup, perché è automatico
  • Costo solo di canone
  • Sicurezza del database
  • Conformità GDPR

 

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Categorie: Cloud Connect

Cristina Oliveri

Scritto da Cristina Oliveri

Da vent’anni nel settore IT con Vendor e distribuzione per approdare infine al mondo Cloud nel momento più promettente per la proposizione di queste soluzioni. Le mie passioni sono vendere, viaggiare e creare dolci... I denominatori comuni sono tempo, entusiasmo e dedizione.

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