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Datacenter in Italia VS Datacenter esteri

09 ottobre 2018 / da Matteo Dell'Angelo

Datacenter in Italia VS Datacenter esteri

Un radicale cambiamento a livello globale. 

Questo è il panorama che ci apprestiamo a osservare in materia di Datacenter. 

Nati come sale dati nelle quali riporre i computer aziendali per allontanarne il rumore e allo stesso tempo assicurarne il corretto raffreddamento, i Datacenter sono stati da sempre pensati in locali come fossero uffici nei pressi dell’azienda, facilmente raggiungibili e controllabili.

Fino alla nascita del cloud, la cui esponenziale crescita ha inevitabilmente rivoluzionato il mercato e l’approccio delle aziende al Datacenter. 

Cloud, Big Data, Internet of Things sono le 3 variabili che hanno segnato in maniera indelebile il modo di fare business di un numero sempre più crescente di aziende in tutto il mondo, arrivando sino all’utente finale.

 

Esistono obblighi sulla scelta del Datacenter? 

Facciamo chiarezza: nessuna normativa (ancora) vincola un’azienda italiana ad avere i propri dati in Italia, ma, semplicemente, prevede che essi risiedano in un paese che possa permetterne l’accesso a fini di verifica. 

Un’azienda italiana, quindi, è liberissima di far “emigrare” i propri data all’estero, ma ancora poche lo fanno. Perché? 

La risposta va di pari passo con quelle che sono le criticità che il nostro mercato vede ancora nel cloud: timore di intaccare la sicurezza aziendale e scarsa fiducia alle garanzie di una connettività tale da garantire la business continuity. 

In pratica, le imprese italiane nutrono ancora troppe riserve nell’affidare completamente  la gestione delle proprie infrastrutture all’esterno del sistema tradizionale. 

 

Il mercato estero 

Londra, Francoforte e Amsterdam: al momento sono queste le piazze a livello europeo nelle quali sono concentrati i principali Datacenter. 

Un triangolo rovente, nel quale la competizione è fortissima, con tutti i maggiori player internazionali che vantano una qualche forma di presenza al suo interno. 

Ma come in tutte le cose, affidarsi a uno di questi provider può essere considerato sicuro, in quanto parliamo certamente di realtà internazionali e di grande esperienza con al loro interno tantissimi clienti di grandi dimensioni, ma per lo stesso motivo può anche essere considerato rischioso. 

Se decidi di entrare con la tua azienda all’interno di un Datacenter di questo tipo, avrai giustamente richieste ben specifiche, che si adattino nel migliore dei modi alla gestione della tua azienda e si sa, artigianalità e grandi volumi spesso faticano ad andare a braccetto.

  

Perché scegliere un Datacenter italiano? 

La vicinanza prima di tutto. 

Per quanto non vi sia una normativa specifica a riguardo, in caso di problemi è sempre consigliabile lavorare con un partner il cui foro competente si trovi in Italia, senza tenere conto del fatto che se desideri controllare più o meno frequentemente i tuoi ambienti, è certamente più comodo e immediato.

Questo aspetto è molto vantaggioso anche in fase di scelta, per constatare di persona l’adesione ai parametri di sicurezza in tutti i suoi aspetti, fisici e informatici.

 

Infine, il mercato è in forte espansione: i provider italiani stanno crescendo velocemente e questo non può che essere un vantaggio per l’ambito produttivo e commerciale del nostro paese, fatto prevalentemente di PMI specializzate nel proprio business verticale e bisognose di innovazione e ottimizzazione.  

 

Hai ancora qualche dubbio? Chiedi una consulenza al nostro esperto per avere maggiori informazioni.  

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Categorie: Datacenter

Matteo Dell'Angelo

Scritto da Matteo Dell'Angelo

Fin dalle scuole medie l’informatica ha rappresentato la mia passione e grazie ai successivi studi ne ho fatto la mia professione. Tutto è nato 15 anni fa con computer e server, passando per la virtualizzazione e volando ora in cloud. La mia curiosità e voglia di fare mi hanno sempre accompagnato in questo percorso.

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